MASADA ASSOCIAZIONE CULTURALE

Masada è un posto. Il posto in cui puoi scoprire persone, metterti in gioco, fare esperienze, realizzare progetti

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classica

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Stagione 2017-18

Abbiamo iniziato tre anni fa, un po’ per sfida e un po’ per gioco. Da una tipografia abbandonata abbiamo tirato su un posto dove potersi incontrare, conoscere e mettere alla prova. Abbiamo avuto l’appoggio e l’aiuto di tante persone e insieme siamo diventati un salotto, insieme oggi siamo il Masada. Tre anni fa siamo partiti da zero, avevamo poco e tanta voglia di provare, ma non sapevamo ancora cosa saremmo voluti essere. Abbiamo iniziato a capirlo, lentamente, con i primi laboratori, i primi live e le prime diurne di elettronica. Ma l’anno è fuggito via veloce e ancora ci mancavano dei pezzi per sapere chi eravamo. Lo scorso anno ci siamo dedicati alla nostra crescita, alla nostra scoperta, ci siamo impegnati a creare una nostra identità. Lo abbiamo fatto raccontando la nostra storia e la storia del nostro nome; realizzando una grafica che ci rendesse riconoscibili e raccontasse anche del luogo in cui siamo ospiti e di ciò che ci piace esteticamente; documentando ogni concerto, ogni lettura, ogni spettacolo teatrale, ogni laboratorio. E intanto siamo diventati tanti, sempre di più, ognuno con i propri progetti e le proprie idee, la passione e la voglia di realizzare qualcosa. E così ci è venuta un’idea per questo terzo anno: ci dedicheremo all’effimero e al vivo. (Che detta così parrebbe una follia! E pure se lo fosse, che male ci sarebbe?)
Questa estate ci è capitato di trovare un libro, su un tavolo, in salotto. E sarà il caso o una botta di destino, ma ci è sembrato che ci fosse scritto su cosa concentrarci, su come andare avanti. Fisica della malinconia è la storia di un uomo affetto da empatia cronica, cioè uno che si mette nei panni e nella mente di qualsiasi essere vivente incontri. E man mano che va avanti negli anni e nella sua conoscenza degli uomini, scopre che la vera essenza è nell’effimero, nel mutevole, nel deperibile, ininterrottamente deperibile. Immaginate se non ci fosse niente più di eterno, nessuna religione, nessuno stato, nessun lingotto d’oro…saremmo obbligati a vivere il presente, ogni istante. E diventeremmo dinamici, la nostra identità consisterebbe in nient’altro che essere creature viventi tra altre creature viventi. Di essere effimeri e di apprezzare gli altri perché effimeri. Ce la potremmo spassare un casino… anzi è proprio quello che intendiamo fare, puntando su ognuno di voi, su chiunque sia affezionato a questo posto e creda nella collaborazione, nella condivisione e nella curiosità verso l’altro.

MASADA: la storia

masada
Lasciate stare la piccola fortezza vicino Gerusalemme costruita dal sacerdote Gionata; e quella munitissima costruitaci sopra dai re per depositarvi tesori e mettersi al riparo da possibili guerre o insurrezioni.
E lasciate stare anche Erode, che la occupò e la arricchì di torri fortificate per sfuggire a Cleopatra; e i sicari e il condottiero Eleazar e la resistenza  all’esercito romano colonizzatore.
Di tutte queste storie non c’è alcuna evidenza, alcuna verità.
Ecco cosa ci ha detto Leonardo, passando a farci visita l’altro giorno, in compagnia del sig. Amedeo, il vecchio proprietario della tipografia, in cui oggi c’è Masada.
Concentratevi sulle persone e sulle possibilità del luogo.
E tenete a mente queste parole, ha concluso guardandoci uno ad uno, proprio dove avrebbe dovuto esserci il cancello: Non ti promettere cose e non le fare, si tu ve’ che, non l’avendo, t’abbino a dare passione.
Che avrà voluto dire? Ce lo siamo chiesto tutti, poi siamo tornati a lavoro, chi a scartavetrare porte e mobili, chi a togliere la vecchia moquette grigia, chi a posare le piastrelle, chi a imbiancare le pareti e chi ad appuntarsi quella frase per poi scriverla su un muro.
Oggi, che c’è il cancello, i pavimenti, i bagni, il palco, il bancone, la palestra e tutto ciò che serve per fare di uno spazio vuoto un luogo di incontro, forse siamo vicini a capire cosa voleva dire quella frase. O almeno abbiamo una rotta. Cerca di fare ciò che ti appassiona, in modo autentico, tutto il resto sono desideri indotti e non ti potranno essere d’aiuto nel tuo percorso. Solo così potrai sentirti libero, oserai nella tua ricerca e andrai avanti nonostante tutto.
Se tutto ciò è vero, allora possiamo dire che Masada è uno spazio libero,
un luogo di espressione e interazione,
una fortezza e un approdo sicuro,
un cantiere e un’officina,
una casa e un salotto.
Masada è un  posto.
Il posto in cui puoi scoprire persone, metterti in gioco, fare esperienze, realizzare progetti.
Vuoi che con tutta sta attività non riusciamo ad imparare ad essere, per pochi istanti, e poi per minuti, anche altro da noi stessi? A esser più gentili alla vita?

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